Sono undici anni che, da autore, non presento un libro alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri. Era la mia libreria, posso dire di averla vista nascere prima ancora che nascesse, grazie ai racconti del mio amico Luigi Morra, e posso dire anche di averla vissuta appieno, come lettore, autore, recensore, promotore della rassegna “Citarsi Addosso”, storie che rincorrono altre storie: “Enakapata” con Luca Moretti, Cristina Zagaria e Enzo Avitabile (Official), “Bella Napoli” con Serena Sorrentino e Cristina Zagaria, “Rione Sanità” con Cinzia Massa, Conchita Sannino, Ernesto Albanese e Don Antonio Loffredo, “Il coltello e la rete”.
Ci ritorno mercoledì 24 giugno con “Le mille e una Cip”, un romanzo visivo di comunità pensato e realizzato con Giuseppe Jepis Rivello ed edito da Edizioni dell’Ippogrifo.
Giuseppe ha scritto qualche giorno fa che è emozionato, e io con lui. Ritornare a Napoli, alla Feltrinelli, come autore, con un lavoro ispirato dalla comunità nella quale vivo da sei anni ha per me un valore enorme. È come riportare a Napoli, raccontare a Napoli, una parte di me che Napoli non conosce, che molti miei amici non conoscono, che per un certo periodo neppure i miei figli hanno capito.
Sono contento assai. E sto sfogliando le mie rubriche per invitare i miei vecchi amici, alcuni si stanno anche arrabiando perché era da tanto che non mi facevo sentire. Non fa niente, un po’ hanno ragione e un po’ non sono un uomo da telefono, da “ciao come stai”, una relazione la devo vivere, questo sono, e naturalmente vale anche per gli altri nei miei confronti, credo di non aver mai detto a nessuno “da quanto tempo non ti fai sentire”, semplicemente ci sono, anche per questo ho così tante persone a cui voglio e che mi vogliono bene.
Niente, per ora questo è, ve lo volevo far sapere, tra qualche settimana il libro sarà nelle librerie, e magari a qualcuna/o verrà la voglia di leggerlo. Vi voglio bene.
