La scuola italiana sta attraversando una fase complessa ma allo stesso tempo assai interessante, nella quale le problematiche classicamente definite educative e didattiche, si misurano con le questioni organizzative legate all’autonomia degli istituti e si intrecciano con le opportunità relative all’introduzione delle nuove tecnologie.
E’ in questo contesto che noi del 70° Circolo Didattico di Ponticelli, Napoli e della rivista Austro e Aquilone intendiamo partecipare alla riflessione in atto e contribuire alla definizione dei contenuti della scuola futura.
Con l’avvento dei nuovi media nella scuola elementare, gli insegnanti si sono trovati di fronte non tanto e non solo alla necessità di aggiungere nuovi contenuti allo stesso contenitore, quanto piuttosto di misurarsi con una realtà già esistente caratterizzata da una grande mole di informazioni, dal loro veloce propagarsi, dalla grande difficoltà a seguirne gli sviluppi e l’autenticità.
La notizia diviene fatto in sé, per il solo fatto di essere rappresentata essa esiste.
La quantità delle informazioni, a volte dei contenuti, è tale, che la loro acquisizione passa in secondo piano rispetto alla capacità di organizzazione e di rappresentazione e rispetto alla capacità di analisi e scelta degli stessi; possiamo dire che il fatto non è più l’elemento centrale del rapporto educativo ma è elemento di un processo creativo in cui l’alunno diventa protagonista. E’ in questo senso che ci piace parlare di educazione e di autori per il prossimo millennio.
Se consideriamo l’evoluzione delle conoscenze non tanto come un graduale aumento della quantità di intelligenza, ma piuttosto come il naturale passaggio da una qualità di intelligenza all’altra o, meglio, come l’acquisizione di una o più competenze specifiche (l’età del fuoco, l’età del metallo, la scoperta della stampa ecc..) è persino ovvio definire quella attuale come l’epoca della comunicazione virtuale globale.
Scegliere, leggere, inventare e rappresentare fatti: sono queste le abilità che caratterizzano i nostri tempi e allo stesso tempo ne costituiscono un fondamentale bisogno.
Una delle espressioni più avanzate e complesse di questa voglia di comunicazione totale e di reinterpretazione condivisa della realtà è rappresenta sicuramente da Internet.
Appare dunque chiaro che una riflessione sull’introduzione delle nuove tecnologie nella scuola elementare non può fermarsi ad una valutazione del loro uso in un’ottica meramente strumentale o talvolta esclusiva e privilegiata, ma va posta in relazione al loro agire culturale, come una sfida per un discorso più ampio di analisi, verifica ed integrazione del percorso formativo, secondo un orientamento che mira a verificare come, mutando le condizioni materiali della comunicazione e della conoscenza, mutano le forme del sapere umano. Come è noto, la moltiplicazione dei mezzi tecnologici ha favorito il moltiplicarsi delle intelligenze, dei linguaggi e delle componenti della personalità individuale, ha trasformato gli oggetti e i soggetti della conoscenza precipitandoci in un regime mentale caratterizzato da fluidità, contaminazione, interattività.
In questo ambito il rapporto tra scuola ed Internet ci piace pensarlo, viverlo, proporlo, come un contesto nell’ambito del quale poter sviluppare la capacità di imparare, fare, creare, inventare nuove idee, nuove conoscenze, nuovi saperi.
In quest’ottica sono state progettate le attività del laboratorio informatico, tanto quelle rivolte ai bambini quanto quelle che vedono coinvolti insieme genitori e figli.
Il laboratorio ruota intorno ad un elemento fondamentale, l’esperienza: fare, raccontare, conservare esperienze.
Il lavoro ha come obiettivo prioritario quello di cominciare a rappresentare, comporre, se stessi, per imparare a leggere e a rappresentare la realtà.
Facce di bimbo e Auguri mamma rappresentano due momenti di questo percorso di costruzione, ricostruzione del proprio io.
Tutte le attività che proponiamo sono il prodotto di esperienze condotte con i bambini ed il lavoro, programmato dall’intero team di docenti, è dunque pienamente inserito nel piano delle attività in un’ottica interdisciplinare e trasversale.
Ed è in questa realtà che nasce The Ball, un giornale periodico online interamente realizzato dai bambini di diverse scuole che partecipano al progetto e che lavorano e comunicano attraverso Internet.
Il progetto si basa sulla convinzione da un lato che la scuola, per aumentare le capacità di risposta ai diversi problemi sociali e culturali, deve creare un coordinamento tra le diverse agenzie educative, tra i diversi momenti dell’esperienza del bambino tra scuola ed extrascuola, nel quadro di una sua graduale e progressiva integrazione e trasformazione in servizio culturale polivalente; dall’altro che la qualità della vita dei bambini è connessa con la molteplicità degli alfabeti e degli strumenti a loro disposizione.
The Ball privilegerà come suo campo di intervento quello spazio di rottura comunicativa che si è venuta a creare tra la scuola e i suoi utenti per l’utilizzo di linguaggi che non consentono di essere al passo con lo sviluppo culturale, sociale e tecnologico della società.
In sintesi il progetto mira ad una formazione generalizzata ed approfondita di tecniche e tecnologie dell’informazione e della comunicazione orientata all’abilitazione, all’offerta di opportunità per un numero sempre più consistente di persone.
Gli obiettivi educativi prioritari possono essere così sintetizzati:
Creare una comunità di apprendimento, un ambiente in cui il bambino sia costruttore del proprio processo di conoscenza piuttosto che contenitore passivo di esperienze e competenze altrui, in un rapporto di collaborazione e cooperazione attiva con gli altri componenti del progetto.
Avvicinare, attraverso un utilizzo motivato e ragionato di Internet, la scuola alla società globale tratteggiata dalla diffusione delle nuove tecnologie.
Coinvolgere i bambini in un lavoro di riscoperta, analisi e valorizzazione della propria identità culturale e sociale attraverso il confronto ed il rapporto con realtà diverse per tratteggiare una nuova immagine di uomo e di cittadino in un’ottica multiculturale.
The Ball ha l’ambizione di tenere assieme esigenze a prima vista inconciliabili: da una parte intende infatti coniugare le motivazioni culturali ed educative di approfondimento delle nuove tecnologie alle potenzialità didattiche legate all’esperienza della realizzazione di un giornale; dall’altra si pone l’obiettivo di reinterpretare i valori della memoria e della narrazione alla luce dei nuovi strumenti di conoscenza e comunicazione.
A che punto siamo? Nella fase di avvio. Oggi The Ball rappresenta innanzitutto il luogo dell’espressione dei bambini, in particolare di quelli del 70° circolo didattico di Ponticelli. E’ già oggi ambiente di apprendimento, luogo di incontro e di memoria.
Le Paure ed il Natale sono i due argomenti che abbiamo scelto come temi intorno ai quali secondo noi possono raccogliersi fantasie, interessi, ansie, proposte di bambini di ogni parte del mondo.
Pensieri e autori per il prossimo millennio
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