Natale 2022. Lettera aperta a te che fai impresa

A Natale hai mai regalato un libro a chi lavora con te?

In fondo un libro vale molto e costa poco. E sta bene anche nella cesta con lo spumante, il panettone e tutto il resto.

Ti dico subito che ti scrivo per un libro in particolare, so che lo apprezzerai, in giro si dice che non ti piace perdere tempo. Si intitola “Il lavoro ben fatto”, lo abbiamo scritto io, mio figlio Luca e mio padre Pasquale, anche se lui non sapeva scrivere, lo chiamava “il lavoro preso di faccia” e il suo nome sulla copertina non c’è.

Ecco, se adesso stai pensando che il mio è solo uno dei milioni di modi escogitati da scaltri venditori per darti fastidio da qui a Natale, ti sbagli.

Lo puoi pensare, non mi conosci e puoi farlo, ma ti sbagli.

Perché nel libro raccontiamo un’idea, un approccio, un modo di essere e di fare che ha già un suo pubblico a livello nazionale, anche nel tuo mondo, imprese di ogni tipo e dimensione. E perché il lavoro ben fatto non è solo questo ma anche una pratica, una maniera per condividere una possibilità e lavorare meglio. È per questo che ti scrivo.

Perché il lavoro ben fatto lo possiamo fare tutti. Perché fa bene alle persone, alle famiglie, alle scuole e anche alle imprese. Perché fare bene le cose è bello, ha senso, è giusto, è possibile e soprattutto conviene. Perché se ciascuno fa bene quello che deve fare, qualunque cosa debba fare, funziona tutto.

Ancora due cose prima di salutarti. La prima: a partire da gennaio, dopo che le persone lo avranno letto, potremmo fare un piccolo workshop online gratuito di un’ora per tornarci su assieme con domande, approfondimenti ed altro. La seconda: anche se tutto questo non ti interessa, a Natale regala un libro.

Un caro saluto, poi ti riscrivo per gli auguri, naturalmente a prescindere.

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