È accaduto sabato scorso, nel primo pomeriggio, all’Urmo. Sono seduto su una panchina con il paese alle spalle e i raggi del sole che mi accarezzavano il viso. La faccia dell’uomo che si avvicina per salutarmi mi dice qualcosa, ma non lo riconosco. Mi capita sempre più spesso, ma questa volta non me la sento di dare la colpa all’età, mi accade da sempre, forse perché ho conosciuto mari di persone, di certo perché non ho memoria visiva, oltre a non avere memoria e basta.
Con l’uomo c’è una bambina, evidentemente la figlia, mi è davanti, ci diamo la mano, mi chiede “come va”, gli rispondo “bene”. Ecco, quel che è cambiato con l’età è che non cerco più di ricordarmi chi è, non ho più l’ansia di fare brutta figura, è così, lo accetto, ho imparato che se mi deve venire in mente accadrà, al massimo mi scuserò e gli chiederò di aiutarmi a ricordare.
